Burkina Faso

Stato dell'Africa occidentale (270.764 km²). Capitale: Ouagadougou. Divisione amministrativa: province (45). Popolazione: 14.017.262 ab. (stima 2009). Lingua: francese (ufficiale), dioula, malinke, môre. Religione: musulmani 60,6%, animisti/credenze tradizionali 15,3%, cristiani 23,2%. Unità monetaria: franco CFA (100 centesimi). Indice di sviluppo umano: 0,389 (177° posto). Confini: Mali (N e W), Niger e Benin (E), Togo, Ghana e Costa d'Avorio (S). Membro di: CEDEAO, OCI, ONU, UA e WTO, associato UE.

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Il Paese è una Repubblica parlamentare. Secondo la Costituzione del giugno del 1991 il potere legislativo compete all'Assemblea dei deputati popolari eletta a suffragio universale per 5 anni; il potere esecutivo, invece, è esercitato dal presidente della Repubblica, che è anche capo del governo e, come deciso da un emendamento costituzionale del 2000, è eletto a suffragio universale con mandato di 5 anni. Il sistema giudiziario si basa sul diritto francese e sulle consuetudini locali. I vecchi tribunali popolari rivoluzionari sono stati soppiantati dai tribunali civili. Il secondo grado di giudizio è costituito dalle Corti di appello che si trovano nelle città di Ouagadougou e Bobo-Dioulasso. La Corte suprema rappresenta il massimo organo preposto all'amministrazione della giustizia. É in vigore la pena di morte, ma le esecuzioni non hanno luogo dal 1988. Le forze armate sono divise in esercito e aviazione; il servizio militare viene effettuato su base volontaria e ha una durata di 2 anni.

Economia: agricoltura, allevamento e pesca

Le attività primarie occupano l'assoluta maggioranza della popolazione attiva (ca. 87%), benché il loro contributo alla creazione del PIL sia in calo (2007). Le principali colture alimentari sono quelle del miglio e del sorgo che, grazie al loro breve ciclo vegetativo, riescono a crescere anche nelle zone siccitose con un solo periodo di piogge all'anno. Nelle zone più piovose si coltivano anche il mais, la manioca e la batata, mentre nelle aree dove sono state realizzate opere di irrigazione si è andata estendendo la risicoltura. Le colture di piantagione sono il cotone, ampiamente diffuso, grazie all'irrigazione, nella fascia delle savane e che risulta essere la più importante merce venduta all'estero, seguito dalle arachidi. Si coltivano inoltre il karité, le cui noci sono esportate, il sesamo, la canna da zucchero, il tabacco, varie primizie orticole. § Le foreste, a causa dell'eccessivo sfruttamento subito nel passato, si presentano oggi fortemente degradate (il governo ha iniziato però il rimboschimento di vaste aree). § L'allevamento praticato, soprattutto dai seminomadi fulbe, nelle regioni settentrionali (ma si sta espandendo anche nelle regioni occidentali), occupa un posto preponderante nell'economia del Paese, in quanto alimenta, dopo il cotone, la principale corrente d'esportazione. Il Paese annovera un patrimonio zootecnico rilevante, specie per quanto riguarda i caprini, i bovini e gli ovini; purtroppo solo il settore bovino è stato avviato verso la modernizzazione, per il resto l'allevamento viene praticato con metodo brado da pastori nomadi, e risente dunque della carenza di buoni pascoli, dovuta ai lunghi periodi di siccità. § Un contributo notevole all'alimentazione della popolazione viene dalla pesca, praticata nel Volta e nei suoi affluenti.

Economia: industria e risorse minerarie

Le attività industriali rimangono molto limitate e occupano solo il 3% (2006) della forza lavoro; si basano su piccole e piccolissime unità produttive che trasformano le materie prime locali e operano nei comparti alimentare e tessile lavorando in pratica esclusivamente per il mercato interno. Gli impianti in attività riguardano quindi il trattamento e la lavorazione dei prodotti agricoli, la sgranatura e la tessitura del cotone, nonché calzaturifici, fabbriche di birra, di sigarette e di zucchero. § Non manca un certo potenziale minerario, ma l'insufficienza delle vie di comunicazione ne scoraggia un adeguato sfruttamento non sostenuto neppure dalla lontananza dei mercati internazionali. Il maggior interesse è attualmente puntato sui giacimenti di manganes, sui minerali auriferi e in parte sull'anitimonio, lo zinco e i fosfati. Il Burkina Faso sta cercando inoltre di migliorare la propria produzione energetica e le proprie riserve idriche, con la costruzione di nuovi sbarramenti: la diga di Ziga ha alleviato la cronica mancanza d'acqua della capitale.

Economia: commercio e comunicazioni

La bilancia commerciale presenta un consistente passivo. Il basso livello dei consumi non consente di contenere ulteriormente le importazioni e il Paese dipende fortemente dagli aiuti internazionali. Gli scambi commerciali si svolgono prevalentemente con la Francia e con la Costa d'Avorio; le esportazioni sono rappresentate da cotone, prodotti zootecnici (bestiame vivo, pelli e cuoio), noci di karité, sesamo, arachidi, primizie orticole, mentre le importazioni riguardano combustibili, macchinari e mezzi di trasporto, generi alimentari e prodotti industriali. § Del tutto insufficienti sono le vie di comunicazione. La rete stradale si sviluppa per ca. 12.506 km, solo però per un quarto praticabili tutto l'anno, e si dirama a ventaglio dalla capitale verso gli Stati vicini; esiste inoltre un'unica linea ferroviaria che collega Ouagadougou con Bobo-Dioulasso proseguendo nel territorio della Costa d'Avorio sino al porto di Abidjan: è un tipico esempio di ferrovia di penetrazione, grazie alla quale il Burkina Faso dispone di uno sbocco diretto al mare. Il Paese può inoltre contare sui due aeroporti internazionali di Ouagadougou e di Bobo-Dioulasso.