Politica Strutturale CEE

La Politica Strutturale

Gli Stati membri della C.E. già nel Trattato di Roma (1957) si prefiggono di ridurre le disparità tra le diverse regioni ed il ritardo di quelle meno favorite per assicurare lo sviluppo economico della Comunità. Successivamente, in occasione della Conferenza al vertice tenutasi a Parigi (1972), viene riconosciuta "un'alta precedenza all'obiettivo di rimediare, nella Comunità, agli squilibri strutturali e regionali che avrebbero potuto pregiudicare la realizzazione dell'unione economica e monetaria".
A seguito di ciò le istituzioni sono state invitate a creare un Fondo di sviluppo regionale, e nel 1975 viene istituito il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) attraverso il quale vengono erogati contributi in conto capitale per investimenti produttivi.
L'Atto Unico Europeo (1987) ha dato inizio alla politica di coesione economica e sociale ed alla riforma dei Fondi Strutturali che costituiscono gli strumenti finanziari della politica stessa. Il fondamento normativo dei Fondi è costituito dal Regolamento quadro 2052/88/CEE, mentre specifici regolamenti disciplinano i singoli Fondi: 4254/88/CEE (FESR), 4255/88/CEE (FSE), 4256/88/CEE (FEAOG).
Viene istituito altresì uno nuovo strumento finanziario, il Fondo di Coesione, destinato a quegli Stati Membri il cui reddito nazionale pro-capite è inferiore al 90% della media comunitaria (Grecia, Spagna, Portogallo e Irlanda).
Un altro elemento caratterizzante della Riforma del 1988 è stata la definizione di 5 obiettivi prioritari che la politica strutturale comunitaria intende perseguire:

  • Obiettivo 1: promuovere lo sviluppo e l'adeguamento strutturale delle regioni in ritardo di sviluppo, affinché possano integrarsi completamente nello spazio comunitario (Area: Mezzogiorno) - (Fondi: FESR, FSE, FEAOG);
  • Obiettivo 2: riconvertire le regioni industriali in declino, aiutandole ad orientarsi verso nuove attività (Area: numerosi comuni del Centro-Nord) - (Fondi: FESR, FSE);
  • Obiettivo 3: lottare contro la disoccupazione di lunga durata (Area: tutto il territorio nazionale) - Fondi: FSE);
  • Obiettivo 4: facilitare l'inserimento professionale dei giovani (Area: tutto il territorio nazionale) - (Fondi: FSE);
  • Obiettivo 5: promuovere un più veloce adattamento delle strutture di produzione agricola (obiettivo 5a); favorire lo sviluppo delle zone rurali con basso livello di sviluppo socio-economico (obiettivo 5b) (Area: alcuni comuni del Centro-Nord) - (Fondi: FSE, FEAOG-orientamento).

Il Trattato sull'Unione Europea firmato a Maastricht (1992) ha fatto della coesione uno dei tre pilastri della costruzione europea, accanto all'UEM ed al mercato unico. Con il Trattato di Amsterdam (1997) il ruolo della coesione è stato ulteriormente potenziato in considerazione della sua rilevanza nella lotta contro la disoccupazione e nella prospettiva di allargamento a nuovi paesi con livelli di sviluppo assai diversi.
Con la recente riforma dei Fondi Strutturali avvenuta, nella riunione del 21-22 Giugno a Lussemburgo, e l'adozione formale dei nuovi Regolamenti da parte del Consiglio, vi è stato un accorpamento degli obiettivi che risultano essere, fino al 2006, i seguenti:

  • Obiettivo 1: promuovere lo sviluppo e l'aggiustamento strutturale delle regioni che presentano ritardi nello sviluppo (FESR, FSE, FEAOG-Orientamento, SFOP);
  • Obiettivo 2: favorire la riconversione economica e sociale delle zone con difficoltà strutturali (FESR, FSE);
  • Obiettivo 3: favorire l'adeguamento e l'ammodernamento delle politiche e dei sistemi di istruzione, formazione e occupazione (FSE).

Il 1° luglio 1999, la Commissione Europea ha adottato una serie di decisioni per la rapida attuazione dei programmi dei Fondi Strutturali; in primo luogo, per il periodo di programmazione 2000/2006, ha definito l'elenco delle zone ammissibili all'obiettivo 1 e stabilito la popolazione massima per le zone del nuovo obiettivo 2 di ogni Stato membro.
Il criterio previsto per includere una regione nell'obiettivo 1, vale a dire che il suo prodotto interno lordo pro capite sia inferiore al 75% della media UE, ha determinato la fuoriuscita da tale obiettivo anche per la Regione Molise che usufruirà comunque di un sostegno transitorio fino al 31.12.2005 (phasing-out) per far sì che i risultati ottenuti con gli aiuti strutturali non vengano compromessi.
Nel 2006 le regioni precedentemente rientranti nell'obiettivo 1 riceveranno l'aiuto al quale sono eventualmente ammissibili in quel momento, in conformità dei pertinenti criteri comunitari o nazionali.